Cavalli simbolo
Il galoppo mondiale conclude a Hong Kong l’attività 2004
di Carlo Biffi


Quattro corse di gruppo 1 in una sola giornata e la più importante, la Hong Kong Cup, a concludere il ciclo del 2004 e il World Series Racing Championship che vede al comando, entrambi con 16 punti, Epalo e Sulamani, fra le scuderie la Godolphin (28 punti), fra i trainers Saeed bin Suroor (28) e fra i fantini Lanfranco Dettori (25)!
Ormai da qualche anno l’attività della stagione si conclude, davanti a 50-60.000 spettatori, a Sha-Tin, l'imponente ippodromo che l’amministrazione inglese ha costruito nei Nuovi Territori, affiancandolo a quello di Happy Valley creato due secoli or sono ed ora nel cuore della grande metropoli. Un’attività ippica che l’amministrazione cinese continua a potenziare, perché grande evento di attrazione sportiva e turistica, rispettando la tradizione sia dell’Estremo Oriente che britannica.
Di ritorno da Tokyo, come inviato di “Trotto Sportsman” per la Japan Cup di Scouting Miller e di Tony Bin, mi ero fermato a Hong Kong quando davanti al palazzo del Governatore e al monumento in ricordo dei lancieri di Sua Maestà, caduti nel difendere l’isola dai giapponesi, svettava la bandiera dell’Union Jack, ma da allora, ritornando per la grande giornata ippica di metà dicembre, di cambiamenti sostanziali, dopo il passaggio alla Cina, non ne ho trovati. E’ vero che al momento del passaggio il Parlamento di Hong Kong aveva chiesto di “poter vivere come prima”, ma è anche vero che la Cina nulla ha voluto cambiare nella forma e nella sostanza. Il Royal Hong Kong Jockey Club ha soppresso nella sua sigla soltanto l’aggettivo “Royal”, ma i suoi quadri non sono cambiati essenzialmente e nel suo programma figura ancora, al vertice del ciclo primaverile, a metà aprile, la Queen Elizabeth II Cup.
Ma passiamo ora ad esaminare quanto ci propongono quest’anno le Hong Kong International Race, ora sponsorizzate da Cathay Pacific, la grande compagnia aerea di bandiera con la quale è sempre stato veramente piacevole effettuare la trasferta per il confort offerto dai suoi aerei e per l’accoglienza a bordo durante tutta la durata del viaggio.
Nell’elenco degli invitati ai quattro Gruppo 1 che vanno dai 1000 metri dello Sprint ai 2400 del “Vase”, passando per i 1600 del “Mile” e i 2000 della “Cup”, figurano rappresentanti di 15 nazioni (14 di altri paesi più Hong Kong) con un totale di 298 nominations delle quali 235 per i 14 e 63 per i padroni di casa. Fra le 235 in poole position gli Stati Uniti con 47 seguiti da Gran Bretagna (40), Giappone e Australia (29), Francia (20), Germania (17), Macao (13), Irlanda (12), Emirati Arabi Uniti (9), Singapore (6), Canada e Nuova Zelanda (4), Danimarca (2), Italia (1).
A dire del livello delle pattern di Hong Kong è sufficiente ricordare che figurano fra i possibili e qualcuno con più di un successo, ben 75 vincitori di gruppo 1 con ancora al vertice gli Stati Uniti (19) e la Gran Bretagna (12).
In conclusione il nostro viaggio a Hong Kong avrà tanti motivi da offrirci prima del 12 dicembre (data delle Cathay Pacific Hong Kong International Races), la sfarzosa cerimonia dell’estrazione delle posizioni nelle “gabbie”, i giri turistici nella baia, le Aste dei prodotti acquistati dall’Hong Kong Jockey Club in tutto il mondo e il galà del sabato sera. Inoltre la grande giornata ippica con le sue corse spettacolari, con le premiazioni sontuose, con il folklore delle bande, con il grande drago che prende possesso della pista e con i conclusivi fuochi d’artificio.
Giunti a Sha-Tin ci troveremo di fronte, completata a tempo di record, ad una nuova struttura che avevamo già preannunciata: il tondino con copertura mobile, una novità a livello mondiale che fa del megalitico impianto quello che sostengono i suoi dirigenti: il primo del ventunesimo secolo.
Le tribune di Sha Tin
Il tondino
Questa attrezzatura è costata l’equivalente di circa 40.000.000 di euro e può ospitare 4700 posti (un buon palazzo dello sport italiano), ma questa capienza sale nettamente perché nella parte della tribuna rivolta verso questo tondino sono state aperte delle balconate con un padiglione per i proprietari. Una struttura – come dichiarato da Brian Stevenson, direttore dell’ippodromo – che potrà ospitare anche spettacoli e altre iniziative.
Intanto alcuni dati fatti registrare recentemente nel settore delle scommesse. A seguito di un Jackpot al Triple Trio (indovinare la Trio di tre corse) un solo scommettitore ha fatto centro e, con un sistema di 21 Hong Kong dollars (poco più di 2 euro), ne ha vinti 34.406.044 pari circa a 3.400.000 euro mentre , senza Jackpot, qualche giorno dopo la quota per 10 dollari di HK è stata di 18.000.000 equivalenti a circa 1.800.000 euro.
Sono dati sbalorditivi, ma che non ci sorprendono perché a Hong Kong è normale lavorare e creare. Una grande giornata con protagonisti che ci ricorderanno l’Italia. Primo di tutti Rakti, il cavallo con il più alto rating, il derbywinner di Capannelle a tre anni che l’anno scorso ha seguito Falbrav nella “Cup” e che quest’anno ha due opzioni, il Mile o la Cup, con l’allenatore Jarvis che probabilmente sceglierà la seconda. Rakti, come d’altro canto vuole il suo rating, è considerato a Hong Kong l’attore più prestigioso della riunione del 12 dicembre e che sia un purosangue allevato in Italia (un “bravo” a Rosati Colarieti che si è ripetuto quest’anno con Groom Tesse) al vertice dell’attenzione, così come lo scorso anno è stato Falbrav che Rakti seguì sul traguardo della “Cup”, non può non essere motivo di soddisfazione per il nostro galoppo.
Gli scommettitori di Hong Kong saranno poi chiamati a studiare la forma italiana per valutare le chances di tre concorrenti tedeschi ed uno britannico. I primi sono Soldier Hollow, vincitore alla grande del gruppo 1 Premio Roma e Eagle Rise e Martillo che hanno fornito nella stessa giornata l’accoppiata nell’ordine del Premio Ribot, un gruppo 2 che valeva una pattern di primo livello; il britannico è Imperial Dancer, secondo nel Roma.
Andare a seguire un prodotto del nostro allevamento, un purosangue allenato nel nostro Paese e quattro protagonisti della grande giornata romana del 7 novembre, acuisce l’interesse per i quattro Gruppo 1 di Hong Kong, anche perché sappiamo che il Jockey Club, il Pubblic Affairs Office e il Tourisme Board di Hong Kong ci daranno ancora una prova di efficienza e renderanno il nostro soggiorno estremamente piacevole con un particolare importante: l’accoglienza di amici. Occasione per dimenticare le tristezze di casa nostra e, in particolare, della nostra ippica imbrigliata da personalismi e da inefficienza.
the Champion Awards 2003-2004
Hong Kong Jockey Club