Omaggio a Graziano Mancinelli
da “Una foto racconta …” di Giulia Iannone
(Annuario dati sull'equitazione 2003
a cura di Mario Cassinelli)

“Mi feci spazio tra la folla e riuscii a raggiungere le scuderie accanto al campo prova, grazie anche alla mia “tenuta da amazzone”. Tra la sorpresa di tutti, forse anche la mia, gridai, con tutta la voce che avevo in gola: “GRAZIANO” ! I grooms ed altri che erano lì pensarono che conoscessi alla perfezione il cavaliere milanese, come era in sostanza, ma non di fatto, e quasi temendo che la sua reazione potesse sconfessarmi e rendere vano il tentativo, attesi … Ma lui si girò. Io esordii dicendo: “sono venuta a chiederti un autografo” e gli misi tra le mani una fotografia che avevo comperato poco tempo prima, con un Mancinelli trionfante al 36° CHIO 1968 di piazza di Siena durante una premiazione, una delle poche in cui avevo visto nel suo volto un po’ di serenità e “quasi felicità”. Insomma mi era piaciuta subito.”...

“.. La mia impressione su di lui è stata sempre una e sola: che Graziano Mancinelli fosse cavallo, pensava come un cavallo, era sensibile e diffidente come un cavallo, annusava l’aria, il campo di gara, come fa un cavallo, e tutt’uno con quell’essere che era parte di sé sapeva cosa poteva chiedere, quando poteva chiedere e quanto, fino a spingersi oltre, al limite del possibile, ma senza sforzo perché anche il cavallo voleva raggiungere lo stesso obbiettivo: “la vittoria”. ...

“.. E’ bello e riempie d’orgoglio sapere che tra le tante persone che hanno avuto l’onore di “applaudire” il campione “Mancinelli”, ci sia anche mia madre, un applauso duraturo non solo all’atleta o all’uomo ma anche “all’amico” di un tempo verso il quale sente un “affetto” speciale. Così ho sempre immaginato che fosse, un caro amico di famiglia e che la sua fosse la storia del ragazzo che un giorno, salito sul suo destriero alato, dopo essere caduto tante volte, scoprì di avere le ali e non ebbe paura di volare!”...






Annuario dati sull'equitazione 2003
L'arte romana ci ha donato il Marco Aurelio,
la Ras ce lo ha conservato!