Equus et Civitas
di Artemisia

I cavalli delle piazze di Torino
Capitale barocca, capitale risorgimentale, capitale dell’industrializzazione, Torino fra i tanti primati vanta anche quello di possedere il maggior numero di gruppi equestri della Penisola. Dopo l’Unità d’Italia innumerevoli monumenti celebrativi fiorirono nelle piazze italiane a ricordo di eroi, musicisti, poeti ed artisti nazionali.


C.Marocchetti: Emanuele Filiberto (1838)


A Torino in particolare, per tutto il XIX secolo, questa consuetudine fu rispettata ed amplificata: le più famose piazze della città, infatti, si fregiano di gruppi bronzei dedicati ai re sabaudi oppure a personaggi illustri della dinastia, con esiti artistici differenziati, a secondo dell’originalità dell’artista ideatore od al troppo scoperto gusto celebrativo. Tra le geniali architetture barocche del Guarini e le eleganti facciate di Juvarra, sullo sfondo prospettico della Mole Antonelliana, le statue equestri torinesi ci offrono una vasta gamma di soluzioni, fra cui emerge per indubbie qualità artistiche “Il Caval ‘d bronz” di Carlo Marocchetti, dedicato ad Emanuele Filiberto di Savoia nel 1838. Situato al centro della scenografica Piazza S. Carlo, è questo uno dei più riusciti esempi di monumento celebrativo, privo di vuota retorica, creato da uno scultore che, formatosi all’ombra della Tour Eiffel, ha saputo coniugare la grande tradizione italiana con i suggerimenti dell’arte francese di Francois Rude, scultore dei rilievi dell’Arco di Trionfo dell’Etoile. Lo slancio vigoroso del cavaliere sabaudo, che rinfodera la spada dopo i suoi trionfi, ricorda i migliori monumenti seicenteschi d’Italia, sia per il dinamismo sia per la vitalità eroica di condottiero e cavallo. Chiamati a Torino da Carlo Alberto, molti artisti famosi progettano nel corso dell’800 gruppi equestri in cui i temi delle origini cavalleresche e delle glorie, passate e presenti, della casata sabauda divengono parte integrante di un programma iconografico che è anche espressione di un progetto di egemonia politica e culturale.

A.Balzico: Principe Ferdinando (1877)


Dal monumento di Alfonso Balzico, dedicato al “Principe Ferdinando” (1877), ricco di movimento nell’inedita e scattante posa del cavallo, al tardo monumento ad “Amedeo d’Aosta”, dello scultore Davide Calandra, in piazza Carlo Alberto, molto classico sia nella forma del cavallo che nell’impostazione del cavaliere, dal gesto magniloquente, i monumenti di Torino fanno parte della memoria storica e pertanto risultano profondamente inseriti nel tessuto culturale cittadino. Essi, al di là delle specifiche qualità artistiche, mostrano comunque l’ininterrotto amore dell’uomo per il cavallo, nobile amico, fiero combattente, ardente compagno di lotte, soldato fedele ed eroico condivisore di glorie patrie.

D.Calandra: Principe Amedeo d'Aosta (1902)

foto Terry Barbachiara