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Le aree!
A Merano ( non era presente "l'area trotto"!) è stato tolto dall'ordine d'arrivo del Gran Premio il "vincitore" erroneamente … alleggerito di un chilo. A Tor di Valle, invece, l'area trotto era ben presente, ma il sorteggio dei numeri del Turilli ha fatto esplodere un altro caso: veniva, infatti sorteggiato il numero ad un cavallo che non poteva (essendo di categoria b) essere nell'elenco dei primi sedici della classe. L'idea poi di correggere (dopo due giorni!) l’ errore, annullando l’ estrazione e proponendone una seconda non ha fatto che aggiungere orrore ad errore, dimostrando l'incapacità delle Autorità competenti a gestire la straordinarietà dei problemi. Bastava semplicemente invertire i numeri dei due cavalli "fuori posto": una tale decisione chi avrebbe danneggiato?
Ma la competente professionalità dell'Unire è solo nelle parole e nei .. decreti del Ministero?


La costanza.
In Inghilterra il calendario delle corse, gli orari di partenza, la programmazione stessa hanno una costanza incredibile tanto che le corse inglesi vengono prese a riferimento per le indagini statistiche. In Italia ciò sembra impensabile: il Continentale di Bologna viene trasformato da corsa per 4 anni europei in 4 anni internazionale, a Roma il Turilli Tor di Valle viene spostato dal 26 dicembre (data di inaugurazione dell'ippodromo) al giorno del Derby, declassando così, a seconda della qualità dei partecipanti, l’una o l’altra corsa !

I minimi provinciali!
Decreto 6 giugno 2002 "Norme disciplinanti la ridefinizione delle condizioni economiche delle cocessioni per il servizio di raccolta delle scommesse, in attuazione dell' art. 8 del decreto legge 28 dicembre 2001, n. 452, convertito dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16"
Articolo 2:
1 - A decorrere dall'anno 2002 il corrispettivo dovuto dai concessionari di ogni provincia per la raccolta delle scommesse ippiche a titolo di minimo garantito è rideterminato nella misura della media del prelievo maturato nell'anno 2001 dai concessionari di ciascuna provincia stessa secondo quanto risulta dal prospetto B.
2 - Dal 1 gennaio 2003 il minimo garantito provinciale, come ridefinito a norma del comma 1, è annualmente incrementato in misura pari all'aumento percentuale del volume di gioco raccolto in ogni provincia nell'anno precedente
3 - Sono fatti salvi i minimi garantiti contrattuali di importo inferiore a quello di cui al comma 2, per i quali continuano ad applicarsi le norme di rideterminazione annuale previste dalla convenzione accessiva alla concessione."

Un vecchio adagio diceva che "il tempo sana ogni .. dolore", nella faccenda dei minimi sembra invece più appropriato il detto: "più li rigiri e più .. puzzano"
I nuovi minimi, oltre ad essere contrari allo spirito della Concessione, sono anche poco opportuni e non risolvono niente. Sanciscono infatti una sorta di tributo che non è più "eventuale", ma certo: qualcuno sarà, infatti, sempre sotto la media ! Se prima si poteva sostenere che nessuno aveva imposto i minimi (salvo che per le vecchie agenzie) ma che questi erano stati dichiarati liberamente, ora invece vengono imposti, e siccome avranno come presupposto una ricchezza che .. non c'è, saranno facilmente dichiarati illegali (come l'usura!).
Un piccolo esempio chiarisce meglio come questo meccanismo possa dimostrarsi così perverso.
Poniamo tre concessionari che nell'anno 2001 hanno realizzato i seguenti volumi:

a) 1.000
b) 2.000
c) 3.000
tot 6.000 / 3 = 2.000 (media nuovi minimi)

quindi per l'anno 2002 il concessionario a) dovrà sborsare 1.000=.
Supponendo che il 2002 abbia comportato un incremento del 15% passando il totale da 6.000 a 6.900 e supponendo anche che i tre concessionari abbiano realizzato le stesse quote di incremento cioè 300 a testa, vediamo la nuova tabella:

a) 1.300
b) 2.300
c) 3.300
tot 6.900 / 3 = 2.300 nuovo minimo ( 2.000 + il 15%).

Il concessionario a) dovrà pagare il suo .. contributo di 1.000, nonostante sia riuscito a realizzare un incremento del 30% (b- ha realizzato un incremento del 15% e c- un incremento del 10%): è questa la trappola del concessionario più povero.
Pur non accettando, come principio, l’esistenza dei minimi (la ricchezza che non c’è!), ma dovendo discutere su tale imposizione, ci sembra necessario un correttivo: la percentuale di incremento (nel caso il 15%) applicata al volume di ciascuno dovrebbe determinare il nuovo minimo, costringendo, così, anche il concessionario "ricco" a mettersi in discussione. Vediamo come:
Incremento realizzato 15%
a) 1.000 + 15% = 1.150 - ha realizzato 1.300 quindi ha superato il minimo.
b) 2.000 + 15% = 2.300 - ha realizzato 2.300 quindi è in equilibrio.
c) 3.000 + 15% = 3450 - ha realizzato 3.300, quindi deve pagare la differenza di 150.

Unire in sofferenza.
L’Unire ha chiuso la cassa per mancanza di .. fondi, ed è in attesa (avendo già esaurito un fido di 100 miliardi v.l.) di una seconda linea di credito (60 miliardi v.l), e dei versamenti dei .. concessionari.
A giugno il segretario generale Aldo Testa non aveva nascosto la gravità della situazione (i minimi e parte dei prelievi non erano stati incassati, mentre le somme impegnate non avevano la copertura) ma aveva anche dichiarato che il credito a disposizione non era stato utilizzato che in minima parte. Ora in poco meno di sei mesi siamo al collasso?
E lo stato di .. collasso deriva dall’ aver impegnato i minimi o dal non aver incassato i prelievi? Non sarebbe opportuno fare chiarezza e individuare le responsabilità prima che il Ministro Alemanno ed il Ministro Tremonti, di concerto, comprendano tutto?

Unire … editore?
In occasione dei 70 anni (chissà poi perché festeggiare i 70 !) l’Unire ha deciso di ricordare questa nostra storia ippica con un libro dal titolo (in vero un po’ ….) “Italiani a cavallo”. Ma a cavallo di che, se questo è forse il peggior momento dell’ Ippica ? Viste le circostanze non era più sensato usare la “diligenza del buon padre di famiglia” e non procedere a spese inutili, ma coordinare meglio le risorse a disposizione? La presentazione della “nostra storia” da parte di autorevoli personaggi ci ha fatto un po’ sorridere e un po’ riflettere, poiché l’atmosfera bella, pulita e buona creatasi nel lussuoso ambiente di piazza San Lorenzo in Lucina non corrispondeva alla realtà. Quella realtà che è forse più vicina a films come “febbre da cavallo” che ai mille discorsi “qualunque” e perbenisti dei soliti personaggi vicini al potere. Ora, passino pure attimi di .. sogno e di poesia purché contribuiscano a cambiare una società che sempre di più si sta impantanando nella confusione e nel pressappochismo !

La moltiplicazione delle scommesse e delle … concessioni!
E’ cosa risaputa che genio e fantasia sono prerogative tipicamente italiane: infatti un concessionario ha avuto la brillante idea di aprire succursali per l’accettazione delle scommesse. Pare che in tali succursali venga regolarmente emesso il biglietto e che la Guardia di finanza non abbia potuto eccepire nulla! Ora tale iniziativa, molto probabilmente, porterà ulteriore confusione (regole, concorrenza, minimi provinciali ecc.) se non verrà immediatamente messa sotto controllo. A noi, però, tale idea, non pare proprio legale poiché lo “Schema di convenzione per l’affidamento dei servizi relativo alla raccolta delle scommesse” nel suo articolo 3 comma 2 (al concessionario è fatto divieto di:) punto b recita testualmente: “svolgere attività di raccolta delle scommesse in locali diversi dall’unica sede autorizzata dell’Agenzia”. Certo tutto ridiventerebbe legale se questo nostro concessionario attrezzasse queste sue succursali come centro trasmissione scommesse telefoniche, poiché nel decreto che autorizza il gioco telefonico, non è detto che le scommesse debbono essere fatte solo dalle residenze private dei cittadini.