"Botte" e risposte
"Riduzione dei prelievi e delle corse"
Gentilissimo Direttore,
qualche giorno fa discutevo con altri amici ippici dei temi affrontati durante il 70° compleanno dell’UNIRE.
In particolare mi sono soffermato su due proposte (non nuove per la verità, ma credo di importanza fondamentale se vogliamo parlare di sviluppo):
1. la riduzione dei prelievi sulle scommesse;
2. la riduzione del numero delle corse.
La prima proposta, che il simpatico Caronna sta portando avanti da diversi anni, raggiungerebbe due obiettivi:
-il recupero di una parte di gioco clandestino che ora prolifera bellamente con rischio uguale a zero (larghi margini di guadagno e controlli inesistenti);
-maggiori vincite (o minori perdite) per gli scommettitori che quindi aumenterebbero il loro divertimento (o diminuirebbero la loro insoddisfazione).
La seconda proposta, che perfino il Commissario UNIRE ha assecondato ma che troverà la fiera opposizione delle categorie dei guidatori, allenatori, etc etc, raggiungerebbe anch’essa due obiettivi non trascurabili:
-corse mediamente più qualificate, corse con maggior numero di partenti, corse con montanti di gioco più elevati, corse più combattute (specialmente al trotto), in definitiva corse più gradite al pubblico;
-lo scommettitore, avendo la stessa disponibilità ma in un intervallo di tempo minore (oppure, a parità di intervallo di tempo, avendo minori occasioni), accuserebbe molto meno quel senso di insoddisfazione che (a mio modo di vedere) è la causa prima del distacco di molti appassionati.
(L’insoddisfazione ritengo che sia un po’ a 360° se si guarda alle strutture e ai servizi degli ippodromi, alle incredibili inversioni di forma di certi cavalli dei soliti noti, al non sempre garbato trattamento ricevuto in Agenzia, etc etc, ma il discorso ci porterebbe troppo lontano).
Anni fa, quando si disputavano circa 12.000 corse l’anno (e non le 22.000 attuali, più qualche migliaio di corse estere), lessi uno studio fatto non mi ricordo più da chi, che dimostrava quante corse si potevano scommettere mediamente, per un dato prelievo, con 100.000 lire.
Oggi, con i prelievi immutati da allora ma con il doppio di corse a disposizione, vediamo che il movimento delle scommesse stenta a decollare.
E’ come se il sistema avesse chiesto al singolo giocatore di entrare in ippodromo (o in Agenzia) non più con 100.000 lire ma con 200.000: sì, qualcuno c’è stato, altri hanno continuato con le loro 100.000, altri ancora però hanno detto basta e se ne sono andati e non sarà facile farli ritornare.
Proviamo invece una volta tanto ad andare incontro all’appassionato, diminuiamo i prelievi e le corse.
Come d’incanto, tutto ripartirà.
Qual è la tua opinione ?
Luca Perruccio - SINAL
Non si può non essere d’accordo con quanto espresso dall’amico Luca, specialmente quando afferma che la miglior lotta al gioco clandestino è la riduzione delle percentuali di prelievo, ma l'analisi dovrebbe essere più ampia, infatti i punti centrali del problema sono la massa di denaro a disposizione per scommettere e, fondamentale, la voglia di scommettere.
Queste due "variabili" individuano il numero delle corse e quindi, per dirla in sintesi, "denaro e buone corse (nel senso di corse omogenee)" dovrebbero essere i regolatori dell'attività ippica. Se manca il denaro vanno ridotti gli eventi, cercando di meglio qualificarli, riprendendo, così, fette di mercato .. fuggite, se, viceversa, il denaro abbonda bisogna trovare più corse per mantenere alta l'offerta.
La terza componente importante (potrebbe essere ricompresa nella voglia di scommettere) è il prelievo equo, cioè, visto dalla parte della "punta", la remunerazione del rischio-scommessa: se tale remunerazione è considerata equa, aumenta la voglia ad investire.
Ricordo infine che lo studio sul numero di corse che si possano fare con un dato prelievo è stato ripreso in queste colonne (n.4 Botte e risposte, pag.p13 - "moltiplicatore delle scommesse: riduzione delle percentuali di prelievo") dove si affermava, polemicamente, che più abbasso i prelievi, più corse devo fare per raggiungere lo stesso risultato e che il numero delle corse e il valore dei prelievi dovevano essere armonizzati all'unico scopo di prelevare … tutto! Poiché “devo” prelevare tutto,la percentuale di prelievo non è più il fine, ma un mezzo per mantenere il sistema in equilibrio (mano a mano che aumentano le scommesse dovrebbero diminuire le percentuali e nel contempo dovrebbero aumentare il numero delle corse). Allora il punto finale è: prelevare tutto con il minor costo dando la migliore qualità!