ALGERIA: MOLTE NOVITA'.
di Rosa Anzà
Un viaggio molto interessante per chi ha passione per il cavallo mi è stato proposto come già annunciato nel precedente numero di Crazy Horse News, a fine giugno.
Me lo ha proposto Carlo Biffi che, nella sua veste di responsabile delle Relazioni Esterne di “Ippodromi & Città”, aveva ricevuto, fimato dal Direttore Generale della società des Courses Hippiques et du Pari Mutuel, da Algeri l’invito ad assistere al Gran Premio del Presidente della Repubblica, un invito che gli proponeva anche di formare una delegazione italiana.
Sono partita per Algeri (dove l’accoglienza è stata la più completa) con molto interesse perché sapevo dei progressi dell’ippica e dell’equitazione algerina che pongono quel Paese decisamente all’avanguardia fra quelli dell’Africa Settentrionale, ma sul posto tutto è stato superiore alle previsioni sia per l’amicizia della quale siamo stati oggetto, sia per l’efficienza degli impianti che abbiamo potuto visitare.
All’aeroporto abbiamo trovato ad attenderci il Direttore Generale, Mohamed Rafik Bessadi, in persona e il suo assistente Ali Azeli, che nella quasi settimana di nostra permanenza ci è stato vicino da mattina a sera per farci visitare l’ippodromo di Zammouri in una giornata non di corse al fine di meglio poter conoscere le sue attrezzature, di ritornarvi per la giornata del “Gran Premio”, per recarci in un attrezzatissimo allevavamento e anche per visitare la città nonché percorrere la magnifica litoranea e in diverse occasioni farci apprezzare la cucina locale ricca fra l’altro delle più svariate specialità di pesce, un pesce vincitore per …molte lunghezze su quello che fino allora avevamo gustato in giro per il mondo.
La prima visita è stata per l’ippodromo internazionale Emir Abdelkader di Zemmouri (praticamente l’ippodromo di Algeri, il più importante degli otto impianti dell’Algeria; gli altri Sidi Nail di Djelfa, Kaid Ahmed di Tiaret, Bazer Sakra di El-Eulma, Antar ibn Cheddad di Orano, Guirri Aissa di Barika, Ghellab Attia di M’aila e parco dei divertimenti di Laghouai.
Un ippodromo mantenuto in perfetta efficienza con strutture adeguate e al tempo stesso ampi spazi verdi (si corre il lunedì e il giovedì). Una tribuna per il pubblico di 5000 persone, una “ufficiale” per 200 dove avvengono anche le premiazioni, una torre per commissari e uffici, un salone per le cerimonie, un parcheggio per 2.500 auto, una pista di galoppo di 2.000 metri, una di trotto di 1.700 e una di allenamento di 1.200, una clinica veterinaria dove vengono testati anche tutti i partecipanti di tutte le corse. Al centro tante bandiere fra le quali, il nostro onore, quella italiana, mentre sullo sfondo di questa superficie di
All'inizio delle scuderie (allev. di Chebli)
90 ettari si scorge una grande foresta dove i cavalli ospiti all’ippodromo possono allenarsi in modo ottimale.
Quella al bellissimo allevamento di Chebli è stata un’altra visita di grande interesse. Questo allevamento con lo sfondo dei monti dell’Atlante che sorge su 189 ettari è nato statale, ma è stato poi distrutto dai terroristi (nella zona ora da tre anni non ci sono più) e ricostruito da un privato, l’appassionatissimo Abdel Bentchikou, in meno di dieci mesi con attrezzature imponenti.
Dopo essere passati per una corte con una bellissima fontana, apprendiamo che nulla è stato trascurato perché l’allevamnto funzioni nel modo migliore, ma certamente è di maggiore interesse vendere cosa è stato creato per i cavalli nell’allevamento. Comprende un blocco per gli stalloni, uno di 59 box per i puledri (che sono ospiti tre in ognuno), uno per i puledri svezzati, uno di 27 box per le fattrici, una clinica, un laboratorio, un magazzino per lo stoccaggio delle razioni secche, un deposito d’acqua di 100 metri cubi affiancato da numerosi pozzi per alimentare l’intero allevamento, uno di irrigazione per gli spazi verdi (16 ettari) dove, con decorrenza immediata, verranno allestiti 28 paddocks, due strutture per l’accoglienza (un ristorante per 100 persone e una club house). Ci informano che la superficie costruita è di 8958 metri quadrati e che, fino ad ora, l’investimento è stato di cento milioni di diras pari a oltre 671.000 euro.
Un’accoglienza superba quella riservataci, ma voglio sottolineare ancora una volta la grande amicizia di tutti. Probabilmente dimenticheremo qualcuno anche per la reticenza a darci i loro nomi ma il nostro “grazie”, oltre che a Mohamed Rafik Bessadi, va a Ali Azeli, al direttore dell’ippodromo, a Rovina Mahrez, direttore delle due pubblicazioni della S.C.H.P.M. e al padrone di casa dell’allevamento di Chebli, Abdel Bentchikou.
Ali Azeli ci ha accompagnato fino alla scaletta del jet di Air Algerine che ci ha riportato a Roma e ci ha rinnovato l’invito del direttore generale a tornare per altre importanti occasioni. I nostri impegni sono tanti ma faremo in modo di non mancare…..
Presentazione dei cavalli berberi - ippodromo Emir Abdelkadar di Zemmouri (Algeri)