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Futurismi contemporanei a Roma |
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Battaglia cosmica 2005 - tecnica mista su tela (cm 300x200)
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| A Roma, in questo giugno dal clima altalenante, volendo sostare piacevolmente presso l’Altare della Patria si può visitare gratuitamente una mostra singolare. Che il Futurismo sia stato un’Avanguardia vitale ed avveniristica non v’è dubbio, ma che vi siano artisti ancora oggi capaci di mettere a frutto con originalità l’eredità futurista è, forse, noto a pochi. Antonio Fiore, pittore laziale, è fra questi.
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Odissea nello spazio: croce bianca, 1995 (acrilico su legno)
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Nato nel 1938 a Segni, avviato verso una brillante carriera amministrativa, scopre la sua vocazione dopo aver conosciuto il pittore Sante Monachesi ed avere aderito al Movimento AGRA’, che propugnava fin dagli anni ’60 una pittura fortemente dinamica e priva di gravitazionalità, di stampo dichiaratamente futurista. Battezzato da Monachesi “Ufagrà” (U=universo e F=Fiore), l’Artista inizia una lunga carriera che, pur modulata su approfondimenti e peregrinazioni nel variegato mondo del Futurismo balliano, trova una sua personale cifra stilistica, caratterizzata da linee di forza dinamiche, colori vivacissimi e puri, tensioni spaziali ed armoniosi ritmi compositivi di gusto geometrico, sempre intrisi di brulicante spiritualità. Fiore non utilizza immagini figurative, semmai suggerimenti simbolici, associazioni mentali ed emotive che alludono a visioni e viaggi nel cosmo, come fughe dal dolore e dalla guerra, desideri di un libero vagare negli spazi infiniti, mai vuoti, del cosmo. La funzione espressiva del colore, a mio avviso di matrice astrattista, esalta la forza emozionale delle tinte, vera esplosione di positività. |
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La bidimensionalità delle forme e la linea netta dei contorni svela la vicinanza al mondo della fumettistica e ciò risulta naturale per un artista che è sempre pronto a confrontarsi senza preconcetti con le sollecitazioni provenienti dalla contemporaneità. L’uomo, gli oggetti, la natura consueta non esistono nell’astratto immaginario di Fiore, pago del suo sfolgorante ed affollato universo di segni. Le inesplorate foreste cosmiche, le aggressive “tempeste segnaletiche” dei suoi dipinti non hanno nulla di allarmante, malgrado il colore nero dello sfondo, a volte rischiarato da bianchi astri, rimandi a problematiche intime vissute dall’artista. Parabole gialle e arancione, aculei rossi, blu e verdi, ghirigori abbaglianti con difficoltà suggeriscono “battaglie cosmiche” o guerre stellari, ma fanno invece immaginare fuochi d’artificio librati nell’universo galattico da un animo di fanciullo che si meraviglia della grande armonia del caos.
In un’epoca come la nostra, in cui la velocità è ancora l’elemento caratterizzante della dimensione esistenziale, il dinamismo delle opere di Fiore risulta una realtà riconducibile al nostro quotidiano; tuttavia il rigore compositivo e prospettico rimane la ricerca costante del linguaggio figurativo dell’artista, spinto verso il futuro eppure saldamente ancorato alle radici della tradizione italiana.
(Bruna Condoleo) |
Visioni dinamiche nel cosmo, 2004 (acrilico su carta)
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ANTONIO FIORE- Ufagrà- Complesso del Vittoriano, via S. Pietro in carcere- Roma fino al 22 giugno- tutti i giorni, ore 10,00/19,00- per informazioni: tel 06/6780664 |