Equus et Civitas

I cavalli

di


Hong Kong
2004: Hong Kong di notte


Happy Valley


La pista di Sha-Tin


Tribune di Sha-Tin


Tribune di Sha-Tin


Il presidente del HKJC


Il Ring parade


Il Ring parade

Hong Kong, così caotica di giorno e così affascinante di notte, è capace di emozionare sempre, sia all’ippodromo di Sha-Tin sia in quello di Happy Valley per le corse stupende che questa Organizzazione sa proporre. La passione per il cavallo e per la .. scommessa ha raggiunto, qui, livelli incredibili forse perché non c’è il calcio o forse la passione per la scommessa è primigenia nei cinesi, certo è che la piccola perla del lontano oriente svolge un ruolo importante nello scenario ippico mondiale. Investimenti, organizzazione, capacità, montepremi eccezionali, fanno del galoppo hongkonghese un prodotto eccellente ed una realtà invidiabile (caro Segretario Generale è il montepremi che influenza il “rating” e quindi il “gruppo” e non semplicemente il … ricordo di una corsa famosa!) Torniamo all’affascinante Metropoli dove scommesse e passione per il cavallo s’intrecciano in una filosofia tutta orientale, pur influenzata da un’organizzazione tipicamente inglese.
Happy Valley è il vecchio ippodromo nel cuore della Città, circondato ed ormai soffocato dai molti grattaceli, costruito nella seconda metà del diciannovesimo secolo, ma ancora efficiente e capace di ospitare più di 30.000 persone, il grande maxischermo, che trasmette gli importanti eventi di Sha-Tin, permette anche di sfruttare Happy Valley come una mega agenzia cittadina.
Il campionato mondiale dei fantini è l’occasione per conoscere questo impianto dall’irregolare tracciato; la vittoria a pari punti di Soumillon e Take è la conclusione di una manifestazione ben organizzata ed è anche l’antipasto di quella che sarà la splendida giornata di Sha-Tin, il moderno ippodromo (inaugurato 26 anni fa) situato nei “nuovi territori”.
La passione dei cinesi per i cavalli emerge anche dal rapporto che questi animali hanno con la Città, infatti immagini “simbolo” sono sparse un po’ dovunque per le vie cittadine: presso il palazzo dei Congressi e presso l’ippodromo stesso, portafortuna e messaggeri dei paesi che rappresentano. Cavalli in legno scolpito e diversamente colorati a grandezza naturale si trovano ovunque: ecco il cavallo italiano, un arlecchino bianco rosso e verde, ecco quello giapponese, bianco a cerchi rosso fuoco; quello cinese, l’australiano, il cavallo in cui si riflettono la figura del David di Michelangelo ed il volto della Statua della Libertà, il cavallo racchiuso nella prospettiva di grandi mani congiunte. Dappertutto, insomma, appare l’animale più nobile e rappresentato nella storia umana, dai primi graffiti paleolitici dell’Occidente, alle icone raffinate dei finissimi tappeti orientali, alle più moderne immagini degli spot pubblicitari.
Il palazzo dei congressi


Cavalli simbolo


Cavalli simbolo



Cavalli simbolo


Un simpatico "invasore"


Saloncino interno


Terminali di gioco


Uno dei saloni