Hong Kong: ricordi di una grande giornata di corse.
di Carlo Biffi
Il galoppo mondiale chiude ogni anno la sua attività con le “International Races” che hanno la loro punta di diamante nella Hong Kong Cup. Questa pone termine al circuito delle World Series, un circuito che inizia ancora ad Hong Kong in occasione della Queen Elizabeth II Cup a metà aprile e poi arriva a dicembre a Sha-Tin dopo aver fatto tappa sui più importanti ippodromi di tre continenti. Nessun mutamento ha offerto l’ultima edizione della Hong Kong Cup sia per la classifica dei cavalli che per quella degli allenatori e dei fantini (dove, fra l’altro, si è imposto per distacco ancora una volta Lanfranco Dettori) in quanto l’irlandese Alexander Goldrun ed i suoi uomini non erano nella lista. Ha vinto di misura ma mostrando grande coraggio, in un arrivo serrato, l’irlandese ma l’entusiasmo del grande pubblico di Sha-Tin nella giornata è stato per Silent Witness nello “Sprint” che ha visto ancora aumentare la serie di vittorie di questo purosangue con colori di Hong Kong.
Nell’Hong Kong Vase a trascinare l’entusiasmo dei tantissimi inglesi è stato Phoenix Reach mentre il gruppetto dei francesi è rimasto deluso dalla prestazione inferiore all’attesa della vincitrice dell’edizione 2003 Valléè Enchantée non in grado di produrre lo scatto imperioso che le aveva consentito, l’anno precedente, di far emergere il bleu e celeste di Daniel Wildenstein.
Sempre atteso e spesso protagonista nelle tre prove citate Lanfranco Dettori non poteva non ottenere una vittoria piena nell’Hong Kong Mile con Firebreak, uno specialista della distanza che ha ripetuto il successo ottenuto nel Godolpin Mile a Dubai nel prestigioso convegno della “World Cup”.
Il nostro grande fantino gode di tale considerazione che i purosangue da lui montati partono sempre sotto quota in tutte le corse a cui partecipa e in particolare ad Hong Kong dove la colonia inglese, sempre presente a Sha-Tin, lo appoggia incondizionatamente. Eppure per Firebreak quota di 15 contro 1 come vincente , 7 contro 2 come piazzato su tre.
A Sha-Tin gli italiani sono pochi e non sono quelli che investono grosse somme al “tot” ma potete comprendere la loro esultanza .....
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