Redazione di Crazy Horse: DEDICATO A …
ANCILLA FERRARIO
...Erano ormai quasi 10 anni che non si vedeva più sui picchetti. Aveva capito, prima degli altri, che il nuovo sistema di scommesse a riversamento avrebbe ucciso in poco tempo il sistema tipico degli allibratori, cioè la quota fissa.
Eppure, quando tornava sugli ippodromi dove per anni era stata protagonista (Milano e Varese), incontrava sempre qualcuno che le chiedeva: -Ma dottoressa, perché non torna a scrivere le quote? , segno quindi che, col suo modo tutto particolare di lavorare e di trattare col pubblico, aveva lasciato un ottimo ricordo.
Non potendo combattere direttamente sui picchetti, si era impegnata a difendere i colleghi come Presidente del Sindacato che li rappresenta.
Sono rimasti impressi nella memoria di chi era presente gli attacchi verbali e le mille battaglie contro un’UNIRE che non ha mai teso la mano verso gli allibratori ma, al contrario, ha sempre usato la legge del più forte: per esempio, molti anni prima che scoppiasse il caso dei “minimi” per le Agenzie Ippiche, l’UNIRE pretese dagli allibratori il rispetto dei “minimi garantiti” senza minimamente tener conto che nel frattempo c’era stata la rivoluzione del riversamento. E solo grazie agli interventi decisi e risoluti di Ancilla, a distanza di tanti anni i giudici (ma certo non l’UNIRE !) cominciano a riconoscere che in fondo gli allibratori non avevano poi tutti i torti .
Ma il successo più clamoroso di Ancilla come Presidente ci fu nel 1999, quando uscì il bando per quasi 700 nuove agenzie ippiche: ebbene, ben 34 agenzie erano riservate agli allibratori ! Un’occasione unica per superare le difficoltà di gestione dei picchetti e al tempo stesso rimanere nel settore ippico recuperando un’esperienza maturata in decenni di attività su tutti gli ippodromi.
Già la professione di allibratore è molto rara, e comunque in genere la si immagina come attività tipicamente maschile: Ancilla ha ribaltato questo stereotipo, ma chi si fosse aspettato un atteggiamento remissivo e accondiscendente si sbagliava di grosso. Timore reverenziale non esisteva nel suo vocabolario. Nel suo DNA Ancilla aveva la forza della ragione, nel senso che quando aveva ragione e non le veniva riconosciuta trovava la forza di attaccare in campo aperto. A tutti i livelli. Sempre.
In un’ippica dove i fuoriclasse non ci sono più e i comprimari credono di esserlo, giorno dopo giorno ci accorgiamo del grande vuoto lasciato da Ancilla .
Luca Perruccio