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Carissimo Direttore,
fra i tanti mali che affliggono l’ippica ritengo che non sia secondario l’appiattimento dell’interesse fra ippodromo e ippodromo, addirittura fra corsa e corsa, per cui praticamente non c’è più differenza fra il Derby e una reclamare di Ravenna.
No, non parlo certo degli addetti ai lavori, e nemmeno di coloro che pur saltuariamente “masticano ippica” da un po’ di tempo; però, se il ruolo dell’ippica deve essere anche quello di indirizzare il nuovo pubblico al nostro sport, mi chiedo veramente se qualcuno stia facendo qualcosa in questo senso. Credo francamente di no, ma sono anche convinto che il primo passo verso questo pubblico sia far vedere le differenze fra Milano e Civitanova, fra Varenne e Pippicalzelunghe (ammesso che esista!……), fra Gubellini e un allievo, etc etc: non voler percorrere questa strada equivale a mandare il messaggio che l’ippica è una pallina che ruota e vinci solo se sei fortunato, ma attenzione, la risposta a questo messaggio è: ciao ippica, domani gioco al SuperEnalotto, e domenica vado al casinò!
Comunque, non voglio tediarti con questi discorsi e arrivo al pratico, non prima però di aver speso una parola a favore di Ravenna……città: bellissima, con gente simpaticissima e col ricordo perenne del sommo Dante, tutto OK naturalmente. Però l’ippodromo mi fa venire a mente strane cose, ad esempio che nel 1996 si correva 7 volte l’anno e oggi più di 50…. Avranno fatto un ippodromo nuovo? Non mi pare…… Ci sarà stata la ressa per pagare il biglietto e vedere le corse? Dura da credere... O forse i bilanci della Società sfornavano utili con decine di zeri? Mah….. Allora chiediamolo al senatore Andreotti: a pensar male si fa peccato ma ci si indovina….. Ma torniamo alle proposte concrete. Tempo fa qualcuno ipotizzò una suddivisione delle scommesse fra gli ippodromi, nel senso che sarebbero state riversate al tot nazionale le scommesse accettate su ippodromi di importanza nazionale, mentre gli ippodromi di interesse solo locale avrebbero avuto un circuito ridotto alla regione di appartenenza e a quelle limitrofe. Personalmente ero e sono pienamente d’accordo con questa linea di pensiero, ma in questo nostro bel paese immagino che qualcuno abbia strillato contro il “sopruso” subito da uno scommettitore di Albenga che avesse voluto puntare su Pontecagnano e viceversa ! Allora proviamo a percorrere un’altra strada, anche se mi rendo conto che i soliti poteri forti dell’ippica alzeranno le barricate, o meglio le faranno alzare da altri, ma il risultato non cambierà. Scegliamo dapprima un certo numero di ippodromi-pilota per il trotto e per il galoppo; Milano e Roma sicuramente, aggiungiamoci pure qualche altro nome ma senza esagerare! Su questi ippodromi, proviamo a ridurre i prelievi, magari a livello sperimentale e quindi solo temporaneamente, diciamo per una durata di 6 mesi. Che cosa si vuole ottenere? Semplicemente, grazie alle quote più allettanti non è difficile ipotizzare un incremento del movimento per tutte le tipologie di scommessa, e in particolare per vincenti e piazzati perché potrebbero tornare quelle giocate forti che ora chissà dove sono. A mio parere, si otterrebbero contemporaneamente due risultati: un maggior movimento di scommesse ma anche una maggiore attenzione alle corse di quegli ippodromi, e soprattutto alle prestazioni dei cavalli di quegli ippodromi, cioè tornerebbe l’indispensabile interesse del giocatore verso il cavallo, anzi verso i migliori cavalli che corrono in Italia. Sono convintissimo che senza questo interesse, l’ippica si avvierà verso un inesorabile declino. Vediamo ora una tabella che sintetizza la proposta.(vedi Tab 1) |
| n.eventi | prel.attuale | prel.proposto | tab.inglese attuale | tab.inglese proposta |
| 2 | 16 | 12 | 119 | 114 |
| 3 | 16 | 12 | 119 | 114 |
| 4-7 | 23 | 20 | 130 | 125 |
| 8-9 | 25 | 22 | 133 | 128 |
| 10-14 | 27 | 22 | 137 | 128 |
| 15-39 | 31 | 24 | 145 | 131 |
| 40-1716 | 35 | 28 | --- | --- |
| 1717-2700 | 37 | 30 | --- | --- |
| oltre 2700 | 40 | 32 | --- | --- |
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Per gli allibratori presenti su questi ippodromi, vista la perdurante crisi del settore e per poter meglio essere competitivi con le quote del totalizzatore, si potrebbe introdurre un prelievo ridotto basato sull’equivalente del 10% al totalizzatore, che comporterebbe un prelievo totale (calcolato direttamente sull’incasso) pari al 5,0524% di cui 2,02% come imposta unica e 3,0324%.
Con la speranza che queste poche righe possano rappresentare una base di partenza per una discussione costruttiva, ti saluto cordialmente.
Luca Perruccio |