La navicella dell’ippica italiana rischia di affondare su un mare agitato, anche se finora non è affondata. Se, però, non si prenderanno provvedimento drastici da parte di persone veramente competenti e non legate alla politica ed a gruppi di potere, allora la fine sarà inevitabile e saranno necessari i … sommozzatori per recuperare i ricordi del passato e cimeli non più utilizzabili.
Non può non affondare una navicella che rimane a galla soltanto con un prestito da restituire entro dieci anni con interessi, sia pure agevolati. Ma a tutti deve essere chiaro che la navicella non affonderà soltanto grazie al mantenimento di un monte premi fermo da qualche anno, a dispetto dell’aumento dei costi, trascurando completamente la giusta divulgazione di un’attività che dà lavoro a tanti, che allo Stato ha sempre dato senza nulla chiedere, che ci ha offerto anche tanti importanti risalti internazionali da parte di autentici campioni. Questi ultimi hanno bilanciato la modestia complessiva del nostro allevamento ed questi risultati positivi potrebbero aumentare con una politica più attenta alle problematiche del settore e con il cessare delle controversie intestine, ognuno a pensare soltanto al proprio orticello.
Ma non è il fattore economico quello più importante: questo potrà essere risolto quando si affronterà una adeguata azione promozionale tendente soprattutto a riportare la gente negli ippodromi.
Abbiamo sempre detto che quella ippica è scommessa e non gioco. Ma se continuiamo con l’attuale impostazione verremo accusati anche noi di sostenere dei numeri e non dei cavalli.
Allora rimbocchiamoci le maniche! Non pensiamo soltanto (come, purtroppo, è sempre stato, anche in periodi di vacche … grasse) al monte premi, ma incentiviamo la promozione, cerchiamo di far comprendere allo Stato che è necessario diminuire i prelievi sulle scommesse e che è sempre più urgente l’istituzione , da tempo promessa ma ancora non messa in atto, di nuove scommesse altamente remunerative. Sappiamo che non avverrà mai, ma se vogliamo riportare pubblico negli ippodromi, queste scommesse dovrebbero essere possibili soltanto sugli stessi.
Guardiamo alla vicina Francia, dove ora l’ippica va a gonfie vele. Davanti ad una crisi che noi potremmo … sottoscrivere, lo Stato è intervenuto pesantemente, non con prestiti, assicurando fra l’altro che le dotazioni delle grandi corse internazionali non sarebbero mai state diminuite perché dovevano rimanere competitive a livello europeo.
Poi la diminuzione di due punti del prelievo sulle scommesse semplici e il coraggio di spiegare ai cittadini che i prelievi sulle scommesse ippiche dovevano essere inferiori a quelli sul Lotto, sulle Lotterie, sui Casinò: là_c’e un’attività lavorativa, dall’altra parte una pallina che gira!
Tutta l’attività legata al cavallo sarà assoggettata al regime agricolo, ma non soltanto per quanto riguarda gli allevatori, anche per proprietari, allenatori, fantini o guidatori e, perfino, per cavalieri e amazzoni. Regime agricolo con conseguente abbattimento di tasse e di IVA, questa’ultima, ad esempio, dal 19.6% al 5%.
Da noi le Regioni chiedono, altrove concedono per avvenimenti promozionali e per miglioramento degli ippodromi, l’Unire nulla fa per affrontare una campagna promozionale, per affiancare iniziative che hanno la possibilità di far conoscere l’attività.
Risultato: il pubblico diminuisce sempre più e ce lo dimostrano anche i primi convegni in notturna che sempre hanno avuto successo.
I confronti internazionali, specialmente se propongono campioni, sono sempre stati i più graditi dal pubblico e, invece di incentivarli, si fa in modo di diminuire l’importanza, mentre Giurie e Commissari, con provvedimenti non adeguati, fanno dire all’interno dell’attività ippica di altri Paesi: “in Italia bisogna non andarci ..”.
Guardiamo all’autorizzazione per il trotto nelle corse di gruppo 1 per castroni e soggetti al disopra dei 10 anni. Era una disposizione transitoria e poteva essere tolta, del che non abbiamo da ridire, ma tutta Europa ride che la delibera dell’Unire sia stata firmata dopo la chiusura delle segnalazioni per una corsa dell’importanza del Gran Premio della Lotteria. Un proprietario straniero ha commentato: “non lo farò perché bisogna prendere i dirigenti per quello che valgono, ma potrei chiedere il pagamento del primo premio.”
Per concludere un dirigente dell’Unire ci ha dichiarato che l’Ente non era tenuto a seguire le direttive europee, ma gli altri lo fanno. Così una norma europea impone che un guidatore a 70 anni non può più guidare. Per fare un esempio, lo scorso anno, arrivato a tale soglia un professionista in piena forma e dal grande passato come Roger Baudron, ha dovuto appendere le redini al chiodo. Da noi un altro guidatore, al quale facciamo, affettuosamente, i più vivi rallegramenti, è in sulky a 84!