Una canzone famosa vecchia di qualche anno , una delle prime di contenuto esplicitamente erotico, se non ricordo male s’intitolava “bella senz’anima,” aveva alcuni versi che amaramente dicevano, a proposito di una donna fedifraga, “ avanti il prossimo…che pena mi fa”. Cosa c’entra con l’Unire e con l’ippica mi domanderete, C’entra eccome: in questi ultimi anni l’Unire ha consumato un numero di commissari provenienti dai settori più disparati della vita pubblica e privata del nostro Paese da poter ben essere paragonata ad una divoratrice di uomini. Infatti l’UNIRE ha cambiato ancora una volta il volto del proprio massimo rappresentante e dopo il commissariato dell’avvocato Andriani avremo quello del dottore Abate. Siamo e vogliamo essere sempre neutrali rispetto al potere che regge l’ippica anche perché, come è costume, si aspettano le azioni per giudicare gli uomini e nel caso dell’avvocato Andriani possiamo dire che si è portato bene rispetto al tempo della delega ed alle difficoltà che ha incontrato, del dottor Abate attendiamo, senza illusioni, la prova perché nemmeno un santo taumaturgo di quelli “da calendario” potrebbe oggi, in un tempo limitato, risolvere i mali che tormentano l’ippica e soprattutto le scommesse ippiche. A quali strategie risponda questo avvicendamento ci è stato spiegato, con la consueta tempestività, dal Ministro Alemanno il quale ci ha anche chiarito il proprio pensiero sulle Leggi fondamentali dell’ippica, la 169/98 e la successiva 449/99. Il rappresentante del Governo della Repubblica ci ha detto molto esplicitamente che si tratta di Leggi sciagurate che debbono essere cambiate e che verranno cambiate: bene! Io personalmente sono d’accordo con il ministro Alemanno e non da oggi. Ricordo di avere espresso questa meditata e negativa opinione sul “corpus” delle Leggi preposte al governo dell’ippica al generale Pisani, all’epoca della rivoluzione legislativa commissario dell’UNIRE. Mi appariva tra i tanti un errore madornale il trasferimento al Ministero delle Finanze della gestione e dell’organizzazione dei giochi e delle scommesse sull’ippica. Questo inopinato trasferimento di competenze è poi risultato evidente quando si è dato vita al mostro che oggi tormenta l’ippica: il bando per le nuove agenzie legato ai c. d. minimi garantiti che hanno, almeno per ora, garantito un bel nulla e che tengono in istato di perenne fibrillazione un mondo che pensava di poter contare su certezze. Chi difende i minimi garantiti come fondamento per un ippica capace di dare certezza previsionale ai propri bilanci difende un concetto troppo burocratico del gioco e delle scommesse. Chi considera il gioco e le scommesse un prodotto da vendere come le lotterie ed il lotto non conosce per nulla cosa comporti l’organizzazione di una stagione di corse. Quali e quanti uomini e mezzi supportino il filo che collega la nascita di un puledro alla sua partecipazione ad una corsa non può paragonarsi alla più sofisticata macchina che provveda all’estrazione dei numeri del lotto o che organizzi la vendita dei biglietti di una lotteria. Di più: chi governa i giochi dell’ippica e governa anche il lotto e le lotterie dovrebbe investire in modo concreto sullo sviluppo delle scommesse sui cavalli come investe in pubblicità sulle lotterie ed il lotto: V’immaginate uno “ show” settimanale con cantanti e belle ragazze per promuovere l’evento ippico “clou” di ogni settimana? Vi figurate una tris in diretta sulle reti nazionali come avviene con il “lotto alle otto”? E non si dica che, per il calcio scommesse, non ci sono adeguate trasmissioni: il calcio gode di un sovraesposizione e di una invadenza televisiva nauseante che, di certo non danneggia la scommessa sportiva perché contribuisce ad informare il pubblico anche sugli avvenimenti sui quali si possono scommettere danari a volontà.
Allora cosa dire degli avvicendamenti all’UNIRE e delle dichiarazioni del Ministro Alemanno? Attendiamo con lo scetticismo dell’esperienza ma con l’ottimismo degli sportivi che pensano sempre che la prossima partita ( la prossima corsa) sarà quella buona, con la certezza che il senso della realtà non può mancare in un mondo che si confronta ogni giorno nelle corse che, ricordiamolo, sono un metodo per stabilire delle pure gerarchie che non dovrebbero ammettere repliche. Gli ippici, tutti, e senza eccezioni debbono stare all’erta poiché anche recentemente hanno rischiato grosso. Nel numero 9 di questo stesso periodico on-line scrissi di condoni e di altre amenità che qualcuno peraltro ha puntualmente proposto e che per un capello ( in fotografia!) non sono divenuti Legge attraverso un subdolo emendamento alla Finanziaria
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